mercoledì 20 marzo 2013
1] Bessa (BI): incisioni rupestri ❷
1] La Bessa - Zubiena (BI), Vermogno: riparo ❷
1] La Bessa - Zubiena (BI), Vermogno ❷
giovedì 14 marzo 2013
1] Zubiena (BI), Vermogno - la Bessa ❹
01BI Zubiena, Vermogno - Bessa N1110185 - ⊳MELIOR⊲ Colori stagionati La Bessa è la parte più orientale della collina morenica della Serra. Una strada sterrata corre nella Bessa non lontana dalla sponda destra del torrente Elvo, da Mongrando a Cerrione in provincia di Biella; altri sentieri salgono da questo sterrato alla strada asfaltata Mongrando-Cerrione, dove si trovano i vari nuclei abitati. La Serra è opera dell'antico ghiacciaio Balteo e divide Ivrea a est da Biella a ovest. Subito sotto agli alberi sullo sfondo c'è il "Roch Malegn", il malefico masso erratico .. ------------------- Il giacimento aurifero della Bessa si formò per erosione e risedimentazione, da parte di corsi d’acqua, dei depositi morenici ricchi di oro trasportati dall’espansione dei ghiacciai valdostani avvenuta a partire da 1 milione di anni fa; contemporaneamente furono liberati dai detriti i grandi massi erratici che ora costellano a centinaia il territorio del parco Il procedimento di "coltivazione del giacimento" consisteva nello scavo, mediante forza idraulica, del sedimento costituito da sabbia e da ciottoli di varia pezzatura che, raccolti ed accatastati ai lati dello scavo, formarono i grandi cumuli che oggi caratterizzano il paesaggio della Riserva. (da VEDI)
venerdì 8 marzo 2013
1] Zubiena (BI), Vermogno - la Bessa ❸
Colori stagionali
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La Riserva Naturale Speciale della Bessa, istituita nel 1985, è situata nel Piemonte settentrionale allo sbocco della Valle d’ Aosta e alla base delle pendici meridionali delle Alpi Biellesi, in provincia di Biella. Estesa per 7.5 kmq è delimitata a Nord dai resti di una morena del Pleistocene Inf. e dalle alluvioni quaternarie del torrente Elvo, a Sud da una seconda morena della stessa fase glaciale e dalla valle del torrente Olobbia. L’area della miniera [d'oro romana] le cui evidenze archeologiche sono databili al II/I secolo a.C. con tracce di frequentazioni anteriori rappresentate in gran parte da massi erratici con incisioni rupestri è costituita da 2 terrazzi di origine fluvioglaciale ricoperti, nel Terrazzo Superiore da cumuli di ciottoli ed in quello Inferiore da sabbie e ghiaie, residui del lavaggio per l’estrazione del metallo. La Bessa si presenta, attualmente, come altopiano che si estende sul prolungamento della valle del torrente Viona per 8 km in direzione NW-SE, largo da 800 metri fino ad un massimo di 1,7 km e digradante da una quota massima di circa 450 m a NW alla quota di circa 300 m a SE. (da VEDI)
E’ noto come la fisionomia della Bessa sia prevalentemente caratterizzata da ammassi di ciottoli creati dalla coltivazione del giacimento aurifero. Gli ammassi di pietre venutisi a creare, privati di gran parte degli originari sedimenti tra loro interposti e soggetti ad un rapido dilavamento per le precipitazioni, hanno costituito un severo approccio per la vegetazione; pertanto solo le entità più adattate a condizioni di scarsità di elementi nutritivi hanno potuto man mano stabilirvisi e mantenersi. Nelle depressioni fra i vari settori ciottolosi e in prossimità di scorrimenti idrici si trovano condizioni favorevoli allo sviluppo di formazioni boschive. Ove il tasso di umidità è maggiore si produce una boscaglia ove prevalgono il carpimo (Carpinus betulus ), la farnia (Quercus robur) e il già citato frassino maggiore; l’elemento arbustivo consta del nocciolo, ciliegio selvatico (Prunus avium), del biancospino (Crataegus monogyna ), del tremolo (Populus tremula) e della frangola (Frangula alnus ). In questi ambienti tende sempre più ad infiltrarsi la robinia (Robinia pseudacacia ), aggressiva esotica nordamericana che si è inserita partendo dalle estremità longitudinali dell’area, correndo lungo le vie di maggiore accesso, più antropizzate. Oggi sono diversi gli esempi di situazioni boschive ove la robinia domina su ogni altra essenza, mostrando la faccia di maggiore degradazione della Bessa. (da VEDI)
1] Cerrione (BI), Vergnasco - biplani: pensionati?
01BI Verrone N1110179#
Nell'aeroporto di Biella (Cerrione), emarginati. Chissà se saranno o no in pensione di anzianità, con i tempi che corrono ......
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L'Aeroporto di Biella (IATA: nessuno, ICAO: LILE) Cerrione è un impianto situato a sud est di Biella, è servito dall'autostrada A4 ed è idoneo al traffico commerciale di terzo livello. È stato inaugurato il 17 marzo 1968 e disponeva inizialmente di una pista di 740 metri poi estesa ai 1320 metri attuali. L'aeroporto è aperto al traffico internazionale tutto l'anno.
giovedì 21 febbraio 2013
1] Mongrando (BI): l'inverno passato
01BI Mongrando N1101865.JPG#
Gennaio 2011: ghiaccio sul rio
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Mongrando (Mongrand in piemontese) è un comune di 4.018 abitanti della provincia di Biella. Il territorio comunale di Mongrando si sviluppa sulle ultime pendici delle colline che, dalle falde del Mombarone e della Serra, scendono verso la pianura biellese. È attraversato dal torrente Elvo e dai suoi affluenti Viona e Ingagna; quest'ultimo è sbarrato da una diga che dà origine all'omonimo lago. (da vedi)
1] Gaglianìco (BI): ultime rose
01BI Gaglianico N1110170.JPG
Un esteso vivaio di rose appena fuori dal paese, sulla via che va dall'oratorio San Rocco alla Strada Trossi, la Biella-Vercelli. Buona parte delle piante (le più giovani e basse) mi pareva fossero Rose canine sulle quali fare gli innesti.
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Rosa - Si adatta a qualunque tipo di terreno purché lavorato in profondità, ben concimato con stallatico maturo. Le piante vengono collocate a dimora in autunno o alla fine dell'inverno nelle zone con forti geli, la concimazione si effettua all'inizio della ripresa vegetativa, incorporando nel terreno letame maturo. La potatura delle piante è importantissima per una buona fioritura.Le varietà rifiorenti non destinate alla forzatura, si potano alla fine dell'inverno o inizio primavera, togliendo i rami vecchi e accorciando quelli nuovi lasciando da 2 a 6 gemme per ramo a seconda del vigore e varietà, generalmente le potature energiche favoriscono la fioritura ad esclusione delle varietà molto vigorose per cui vale la regola contraria. Nelle specie rifiorenti si eliminano man mano i rametti che hanno già fiorito per stimolare la produzione di nuovi fiori. Nelle coltivazioni industriali con le varietà coltivate per il fiore reciso, viene praticato l'innesto su soggetto R. indica var. major che fornisce al nesto il giusto vigore. Per avere piante resistenti alla siccità o al gelo si utilizza come soggetto la R. canina ottenuta con la semina, ottenendo però oggetti poco vigorosi e a scarso sviluppo. (da VEDI)
7] Sandigliano (BI) - Autunno padano: spazi ❼
01BI Sandigliano N1110171.JPG#
Un terreno ben spianato
Una distesa di terra lavorata e null'altro, per ora. Una decina di chilometri a sud di Biella - ai piedi dei monti - grandi spazi aperti e cascine isolate: mais (mèliga) e altro nella zona più alta e poi iniziano le risaie che continuano nel Vercellese.
Una cascina a Verrone
Cascina Argenta, posta al confine con Sandigliano, già esistene nel 1680 col nome di Piantina.
Una cascina fra le risaie tra Massazza e Salussola
zoom
Un campo solare a Massazza, sulla strada verso la Salussola-Verrone
zoom Molto meglio i girasole!
1] Salussòla (BI), Bastia: 4C
01BI Salussola, Bastia N1110176
Cachi, Camini, Campanile, Chiesetta ------------------- L’oratorio di San Rocco, è situato presso il nucleo abitato Bastia, non lontano dalla sponda sinistra del torrente Elvo. L’oratorio di San Rocco, è situato presso il nucleo abitato Bastia, non lontano dalla sponda sinistra del torrente Elvo. Ha origini votive risalenti al secolo XVI, quando fu costruito, quella zona era posta oltre il borgo di Salussola e la conformazione idrogeologica era ben diversa da quella con cui siamo abituati a vedere ora. Lì, l'Elvo era diviso in tre rami e nei secoli di rotte e piene aveva formato una regione denominata " isolone della Bastia " e si dipartivano le strade per Biella, Verrone e Massazza. Ha origini votive risalenti al secolo XVI, quando fu costruito, quella zona era posta oltre il borgo di Salussola e la conformazione idrogeologica era ben diversa da quella con cui siamo abituati a vedere ora. Lì, l'Elvo era diviso in tre rami e nei secoli di rotte e piene aveva formato una regione denominata " isolone della Bastia " e si dipartivano le strade per Biella, Verrone e Massazza. Nel 1606 era ancora una povera costruzione, senza volta e pavimento, con la facciata d’assi e i muri al rustico.In un documento del 1619 si desume che i lavori siano stati già ultimati.Verso il 1660 quest’oratorio fu ricostruito in forme più ampie e alla sua costruzione si lavorava ancora nel 1667. Il movente che spinse gli abitanti della Bastia a ricostruire il loro oratorio va ricercato nel fatto che avevano intenzione di ottenere un cappellano per la Messa festiva. La distanza dalla parrocchia non era molta, ma le piene dell’Elvo sovente impedivano l’adempimento del precetto festivo. (da VEDI)
LA FACCIATA: come era nel 1945, ora è praticamente uguale.
(da VEDI)
1] Vigliano Biellese (BI), Santa Lucia
01BI Vigliano Biellese N1110169#
Oratorio di San Pietro - frazione Santa Lucia Vigliano Biellese (Vijan ëd Biela in piemontese) è un comune di 8.381 abitanti della provincia di Biella. All’epoca tardo romana, II –III secolo d.C., risalgono le prime tracce di insediamenti in Vigliano: cocci di vasi e fondazioni in pietra. Forse il territorio del paese era un fondo della famiglia romana degli Avillii: con il nome di Avilianum o Avillanum, infatti, la zona viene indicata nei documenti più antichi. Le vicende medioevali vedono Vigliano dapprima feudo del Conte Bosone di Pombia, poi legato alla Chiesa di Vercelli da parte di Ottone III nel 999. Successivamente– insieme a Valdengo - diviene parte dei possedimenti degli Avogadro, antica e nobile famiglia cui la storia del paese è fortemente legata e di cui sono testimonianza visibile ancora oggi alcuni edifici, dal Castello di Moncavallo alla Chiesa di Santa Lucia. (da VEDI)
1] Vigliano Biellese (BI): Montecavallo
01BI Vigliano Biellese N1110167#
Il castello sorge in posizione dominante sulle prime colline di Vigliano e costituisce un esempio interessante di architettura neogotica. È una ricostruzione stilistica voluta dal Conte Filiberto Avogadro nella prima metà dell'800, effettuata sui ruderi di una preesistente fortificazione in rovina. Sul poggio di Montecavallo esisteva da antichissimo tempo una rocca degli Avogadro di Vercelli. Risulta che già nel 1423 esisteva la torre e una fortificazione, dal 1459 al 1588 si susseguirono numerose transazioni di proprietà tra gli Avogadro. Nel XVII sec. Montecavallo assolveva ancora alle sue funzioni ed era sede di una vedetta. Nel 1711 divenne proprietà dell'ospedale di Biella, nel 1831 la famiglia Avogadro ne riacquista la proprietà. La costruzione comprende un edificio quadrato di mole massiccia con quattro torri merlate agli angoli, uno dei pochi esempi di neogotico nel Biellese. Il castello è circondato, sul ciglio del colle, da un giardino ricco di piante esotiche che la mitezza del clima permette di allevare in piena terra, all'interno si estende un vasto parco ombroso.
venerdì 4 gennaio 2013
1] Campiglia Cervo (BI): San Giovanni d'Andorno - ❸
Santuario di San Giovanni Battista d'Andorno; interno
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Il Sacro Monte del Santuario di San Giovanni Battista d'Andorno si erge a m. 1020 di altitudine nella Valle del Cervo sopra l'abitato di Campiglia Cervo. Assieme a quelli di Oropa e di Graglia esso costituisce il terzo complesso devozionale sorto, all'inizio del XVII secolo, sulle alture attorno alla città di Biella a testimonianza di come in quest'area geografica si espresse con forza l'afflato di religiosità popolare che portò alla edificazione del sistema dei Sacri Monti prealpini. L'attuale struttura barocca del santuario è frutto di una terza fase costruttiva (1738 – 1781) sviluppatasi a partire da un ampliamento della sacrestia e del coro effettuati su disegno dell'architetto Bernardo Antonio Vittone. La copertura è formata da volte a crociera; quella sopra l'altare, con le figure dei quattro evangelisti, fu affrescata dai Fratelli Galliari nativi del vicino paese di Andorno Micca. (da wikipedia) Esterno del complesso, lato a monte
. Esterno del complesso, lato a valle
C A M P I G L I A C E R V O (Biella)
1] Biella (BI), Pavignano: parrocchiale nuova, interno - ❺
Nicola Mosso - Chiesa di San Carlo a Pavignano - Biella 1965
La frazione di Pavignano appartiene al comune di Biella (Km 3,31), in provincia di Biella, nella regione Piemonte.
I pilastri scolpiti
. La nuova chiesa parrocchiale sorge a fianco di quella antica
1] Sagliano Micca (BI), Passobreve (Valcervo) - ❷
01BI Sagliano Micca, Passobreve N1108106.JPG#
Dalla strada per Piedicavallo, risalendo il torrente Cervo
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La frazione di PASSOBREVE dista 1,37 Km dal Comune di SAGLIANO MICCA (BI) Coordinate: latitudine 45°38'1"N - longitudine 8°2'12''E Altitudine: 627 metri s.l.m. (calcolata)
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Il Cervo (Sarv o Serv in piemontese) è un torrente del Piemonte lungo circa 65 km, principale tributario del fiume Sesia. Nonostante la notevole portata perenne presso la foce (c.ca 22 m3/s), il Cervo è un corso d'acqua a regime spiccatamente torrentizio, con piene tardo- primaverili (causate dallo scioglimento delle nevi sulle Alpi e Prealpi Biellesi) e soprattutto autunnali dovute alla piogge, che possono anche risultare talvolta disastrose (come avvenuto nel 1968 e nel 2002). In estate invece è soggetto a magre notevoli, presentando anche alcuni lunghi tratti in secca a causa del pesante sfruttamento delle sue acque.Lo stato ambientale delle acque (indice SACA) è stato classificato al 2002 dalla Regione Piemonte come BUONO fino a Passobreve (Sagliano Micca) - (da wikipedia)
Il torrente Cervo un 8 Km più a valle, poco prima di Biella Chiavazza, visto dal ponte conosciuto come Ponte Prìa dal nome dello stabilimento posto subito prima del ponte, sulla riva destra, all'inizio della salita di Riva. Quì il torrente è diviso in due corsi dalla roccia a sinistra della foto, a destra c'è la strada per Piedicavallo. Altri 300m ed è in pianura.